I suoi personaggi non
sono più semplici maschere, ma, specie in alcuni casi, si avvicinano
grandemente alla realtà al fine di incarnare, a vari livelli, le due
potentissime forze che, nelle loro svariate manifestazioni, governano
il mondo: amore e denaro.
Da qui nascono gelosie, passioni, avarizie e
delusioni, manie nell’apparire, velleità di grandezze inesistenti,
paure, tormenti, invidie, ripicche e, come si suol dire, chi più ne
ha più ne metta...
Da qui, dalla vita, nascono, come per ogni
grande Autore, le trame del Goldoni: mutano i tempi ma l’uomo,
nella sua essenza, rimane sempre il medesimo.
Rivisitare un’opera teatrale significa
prenderla in mano e trasformarla a proprio piacimento, ma con
l’accortezza di salvarne i significati primari. E’ stato proprio
questo quello che ho tentato di fare, cercando di dare una nota di
modernità quando la situazione magari, mi sembrava troppo
‘etichettata’ per essere considerata col dovuto interesse dal
punto di vista di uno spettatore attuale. Il difficile è stato
rivisitare certi dialoghi che, nella loro forma originale, si possono
definire semplicemente ‘frizzanti’ dato il tempismo e
l’espressività delle battute. Comunque, il mio tentativo l’ho
fatto, anche e soprattutto per cercare di rendere più fruibile un
mondo che spesso viene visto come un abito vecchio ed impolverato che
ogni tanto viene tirato fuori, così, per banale convenienza, per
fiacca abitudine, o solo anche per semplice curiosità. Con l’avidità
dell’esploratore, ho voluto andare a riesumare questo ‘piccolo
mondo antico’ che giudico tuttora ricco di significati da prendere
in considerazione e da meditare…chissà, magari per un vivere
migliore…
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